domenica 31 maggio 2009

Maha Shiva Ratri: La Notte del Signore Siva

SHIVA RATRI è un giorno auspicioso, il quattordicesimo dopo la luna piena, quando la luna sta calando. Il festival è relazionato con la luna più che con il sole. Questa è la ragione per la quale si chiama Shivaratri, la notte di Shiva. Le altre notti sono semplicemente notti, ma questa notte in particolare è la notte di Shiva, la notte di consacrazione. La notte di dedizione, la notte di illuminazione. Si celebra recitando il mantra di Gopeshvara Mahadeva. Se c’è una Divinità, le si fa una puja con yogurt, latte e fiori. Si raccomanda anche di rimanere svegli e fare digiuno, pregare, leggere dalle Scritture e cantare canzoni devozionali.

Recitare il mantra di Sri Gopeshvara-Siva pranama:

vrindavanavani-pate jaya soma soma-maulesanaka-sanandana-sanatana-naradedyagopishvara vraja-vilasi-yugaghri-padmeprema prayaccha nirupadhi namo namaste

"Oh portiere di Vrindavana! Oh Soma, tutte le glorie a Te!Oh Tu, la cui testa è decorata con la luna, che è adorato dai saggi capeggiati da Sanaka, Sanandana, Sanatana e Narada.Oh Gopeshwara, ti prego di concedermi Prema per i piedi di loto di Sri Sri Radha Madhava che realizza i Suoi sublimi passatempi in Vraja Dhama,
offro ripetutamente omaggi ai Tuoi piedi "

Anche nel Canto 12 dello Srimad Bhagavatam, capitolo 13, si dice:

nimna-ganam yatha ganga devanam acyuto yathaVaisnavanam yatha shambhuh purananam idam tatha

“Così come il Gange è il più grande dei fiumi, così il Signore Acyuta è il supremo tra le Divinità e il Signore Shambu (Siva) è il più grande dei Vaishnava. Allo stesso modo lo Srimad Bhagavatam è il più grande di tutti i Purana”.

Srila Prabhupada ha scritto nel Libro di Krishna:Una volta, i pastori di mucche di Vrndavana, capeggiati da Nanda Maharaja, desiderarono andare ad Ambikavana per eseguire la cerimonia Sivaratri. Il rasa-lila fu compiuto durante l’autunno e, dopo di questo, la seguente grande cerimonia è Holi, o la cerimonia Dolayatra. Tra la cerimonia Dolayatra e la cerimonia rasa-lila, c’è una cerimonia importante, chiamata Sivaratri, la quale viene osservata specialmente dagli shivaiti, o devoti del Signore Siva. Alcune volte, però, i vaisnava osservano questa cerimonia, dovuto al fatto che considerano il Signore Siva il più eminente dei vaisnava. La funzione di Sivaratri non viene osservata regolarmente dai bhakta o devoti de Krsna. Dovuto alle circostanze, viene affermato nello Srimad-Bhagavatam che i pastori, capeggiati da Nanda Maharaja, "una volta desiderarono". Questo significa che essi generalmente non osservavano Sivaratri, ma che una volta desiderarono andare a Ambikavana per curiosità. Ambikavana è situata nella provincia di Gujarat, sulla sponda del Sarasvati, e tutti i pastori di mucche e Nanda Maharaja andarono là.Cominciarono ad adorare le Divinità del Signore Siva e di Ambika con molta devozione. E’ abitudine generale che ovunque ci sia un tempio del Signore Siva, deve esserci anche un tempio di Ambika (o Durga), perché Ambika è la sposa del Signore Siva ed è la più eccelsa delle donne caste. Lei non vive lontano dalla compagnia del suo sposo.I pastori di mucche, capeggiati da Nanda Maharaja, passarono questa notte sulla riva del fiume Sarasvati. Digiunarono tutto il giorno e bevvero un poco di acqua nella notte.Si racconta che un brahmana povero, desiderando ottenere una benedizione, adoró il Signore Siva. Il Signore Siva consigliò il brahmana di andare a trovare Sanatana Gosvami. Il devoto così fece, e una volta con Sanatana Gosvami, gli spiegò che il Signore Siva gli aveva detto di avvicinarsi a lui in cerca della migliore delle benedizioni. Sanatana aveva una pietra filosofale che teneva vicino al posto dove gettava la spazzatura. Quando il brahmana povero gliela chiese, Sanatana Gosvami non dubitò nel dargliela, e il brahmana divenne contento. Adesso poteva avere tutto l’oro che voleva; era sufficiente far toccare un qualsiasi metallo con quella pietra. Dopo essersi congedato da Sanatana, pensó: "Se una pietra filosofale è la migliore benedizione, perchè Sanatana Gosvami la teneva vicino la spazzatura?". Con questo pensiero ritornò e chiese a Sanatana Gosvami: "Signore, se questa è la migliore benedizione, perché stava vicino alla spazzatura?". Allora Sanatana Gosvami gli disse: «In realtà, non è la migliore benedizione; però... sei preparato per ricevere la migliore delle benedizioni?». Il brahmana disse: "Sí, Signore. Il Signore Siva mi ha inviato a te perché mi dessi la migliore". Allora Sanatana Gosvami gli chiese di gettare la pietra nel fiume e di ritornare. Il brahmana povero lo fece, e quando tornò, Sanatana Gosvami lo iniziò nel mantra Hare Krishna. Per la benedizione del Signore Siva, il brahmana potè relazionarsi con il miglior devoto del Signore Krishna e ricevere iniziazione nel maha-mantra: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare/Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare

Nettare rivelato da Srila B.A. Paramadvaiti Maharaja
La misericordia di Srì Gopeshvara Mahadeva









mercoledì 20 maggio 2009

L'importanza di cantare a voce alta



Di Srila Bhakti Ballabh Tirtha Goswami Maharaj


Caitanya Mahaprabhu ci insegna, attraverso Haridasa Thakur, il japa. Se pratichi il japa, sperimenterai una deviazione dell’attività rumorosa della mente. L’ideale, però, è cantare i mantra nella sacra compagnia dei suddha bhakta. Se canti a voce alta, ascolterai di Krishna ed i suoni del mondo se ne andranno. Per noi, cantare a voce alta è raccomandato:
sei duti katha, bhulo na sarvvatha uccaihsvare karo harinama, robo phalgu aro yukta baddha aro mukta, kabhu na bhaavihoekaakaara sabo”.
Il nostro Parama Gurudeva (Srila Saraswati Thakur) ci consiglia, ci guida nella pratica del canto a voce alta. Coloro che non cantano Krishna a voce alta non praticheranno correttamente lo yukta-vairagya, ma praticheranno phalgu- vairagya, o falsa rinuncia.Se non canti a voce alta il Santo Nome, la grazia del Santo Nome non arriverà a te, i tuoi desideri inferiori non saranno rimossi, ma rimarranno dove sono. Esternamente tu dirai "sono un rinunciante", auto negazione. Internamente, però, avrai problemi. Continuerai a pensare ai tanti oggetti di piacere sensuale, e questo è phalgu-vairagya, falsa rinuncia.
Nel vero vairagya la tua mente sarà dedicata a Sri Krishna. Se canti a voce alta, sarà buono per te e sarà buono per il resto degli esseri viventi, perché Lui e il Suo Nome sono la stessa cosa. Se canti a voce alta, otterrai concentrazione, e altri esseri viventi potranno ascoltare Krishna, Krishna, Krishna. Loro hanno dimenticato Krishna, perciò sono venuti in questo mondo. Quando canti a voce alta chissà, forse loro possono ricordarLo; forse non possono cantare, però possono ascoltare..."


Traduzione: Florencia Fernandez - Argentina