domenica 20 settembre 2015

GLI ORRORI DI BOKO HARAM...

UN ANNO DOPO I SEQUESTRI,
IL TERRORE DI BOKO HARAM NON E' DIMINUITO

www.channelstv.com - Una informativa di Amnesty Internacional rivela che dal 2014, circs 2.000 donne e bambine  sono state sequestrate da Boko Haram, molte delle quali sono state forzate alla schiavitù sessuale e addestrate per combattere. L'informativa di  90 pagine elaborata dall'organizzazione per i diritti internazionali titola: "Il Nostro Compito è Sparare, Massacrare e Uccidere. Firmato: Il Regno del Terrore di  Boko Haram", e documenta i molteplici crimini di guerra e contro l'umanità commessi dai membri della banda terrorista. 

Secondo Amnesty Internacional, l'informativa si basa su circa 200 testimonianze, tra le quali quelle di 28 donne e bambine sequestrate fuggite dalla prigionia, dove vengono enumerati i crimini commessi dai miliziani, compresa la morte di almeno 5.500 civili,  tra il 2014 e l'inizio del 2015.


Il documento di Amnesty Internacional evidenzia i brutali metodi utilizzati dal gruppo armato, come il servizio militare obbligatorio o e l'esecuzione di uomini e bambini,  il sequestro di giovani donne e bambine incarcerate e violentate, obbligate a sposarsi e a partecipare ad attacchi armati
Dalle parole di Salil Shetty, Segretaria Generale di Amnesty Internacional, che ha parlato con María Byrd, corrispondente di Channels Television a Washington, i recenti successi militari nel Nord-Est della Nigeria potrebbero significare il principio della fine di Boko Haram, ma esiste una enorme quantità di cose che rimangono da fare per proteggere i civili, risolvere la crisi umanitaria e iniziare il processo di risanamento.".



Durante lo scorso anno, il massiccio sequestro di 276 studenti della città nigeriana di Chibok scatenò uno tsunami di indignazione mondiale. Esattamente un anno dopo che il sostegno di Michelle Obama, Rihanna e Ellen DeGeneres alla campagna di aiuto #BringBackOurGirls lo fece diventare un richiamo globale a prendere parte a questo caso, la campagna internazionale poco fece per liberare le giovani e riportarle alle loro case, o impedire che altre ragazze fossero ridotte in schiavitù. Uomini e donne, bambini e bambine, cristiani e musulmani, sono stati assassinati, sequestrati e massacrati da Boko Haram durante il regno del terrore che ha coinvolto milioni di persone. Le prove presentate dall'impressionante rapporto di Amnesty Internacional, un anno dopo l'orribile sequestro delle bambine a Chibok, rivela la depravazione dei metodi di Boko Haram. Il rapporto contiene testimonianze grafiche e immagini satellitari della devastazione che Boko Haram ha lasciato dietro di sè. I nostri Maestri Spirituali hanno insegnato che la violenza verso altre entità viventi è la radice di ogni attività peccaminosa. La crudeltà verso gli animali provoca gravi disturbi nel mondo. Una delle conseguenze della grande mattanza di animali dovuta alla sofisticata industria della carne, è la violenza verso altri esseri umani. Dobbiamo essere coscienti della nostra responsabilità di esseri umani, per proteggere e prendersi cura delle altre creature. Se falliamo in questo e continuiamo a costruire enormi mattatoi, la compassione si allontanerà dal nostro cuore. La conseguenza della sofferenza di tanti milioni di animali è che i punti di vista non religiosi aumentano quotidianamente, e la crudeltà e la violenza verso le donne e i bambini diventano preminenti nelle nostre società.  (Nota dell'editore).

COSA CI DICONO GLI INSEGNAMENTI VEDICI?  

"Il mondo intero sta rapidamente marciando verso la distruzione. Già ora, riuscire a contenere questa tendenza di pensiero è al di là di ogni sforzo umano. Gradualmente, questo mondo sta diventando inadeguato per la permanenza di persone amanti della pace. Se questa empia e violenta tendenza non viene ritirata, gradualmente contaminerà completamente la società. [...] L'influenza di Kali si farà sentire anche nei luoghi religiosi. Non esiste altro modo di ottenere l'emancipazione da tali conflagrazioni mondane eccetto la resa completa e incondizionata ai Piedi di Loto del Supremo Signore Krishna. Solamente Lui, e nessun altro, può riscattarci. Dobbiamo sempre ricordare quello che il Signore Krishna ci dice nella Gita".

Śrīla Bhakti Ballabh Tirtha Maharaja :
“I suoi insegnamenti” - pubblicato il 5 Aprile 2002
Sree Chaitanya Gaudiya Math
http://www.sreecgmath.org



Pubblicato da dasavatara das - “Noticias VINA”
http://noticiasvina.blogspot.com.ar/

venerdì 11 settembre 2015

LE ESECUZIONI DELL'ISIS CONTINUANO...

L'ISIS GIUSTIZIA GAY, LADRI, 
E UNA DONNA ACCUSATA DI ADULTERIO

www.ynetnews.com Il gruppo "Stato Islamico" che attualmente occupa l'Irak e la Siria torna nuovamente a sorprendere il mondo con i video delle sue orribili esecuzioni. Questa volta gettano uomini giù da un tetto con gli occhi bendati, come castigo per il loro orientamento sessuale. Immagini delle esecuzioni sono apparse sulle pagine web jihadiste, affermando che gli uomini sono stati "condannati" per atti omosessuali. La radicale interpretazione della legge islamica del gruppo è che "la partecipazione ad attività omosessuali" costituisce un "crimine capitale". 
Una delle immagini mostra una grande moltitudine di gente riunita ai piedi di una grande torre per presenziare all'esecuzione dei due uomini. Il boia mascherato dello Stato Islamico enumera i loro crimini, li dichiara colpevoli di omosessualità e li condanna a morte.

I due uomini appaiono con gli occhi bendati sulla cima di un edificio sostenuti da due membri dell'ISIS prima di essere gettati dall'edificio e dopo essere stati "condannati" per omosessualità. La "sentenza" è stata eseguita per una disposizione legale che richiede "l'esecuzione delle pene prescritte contro coloro che commettono una azione contro la nazione di Lot", secondo il sito web dell'ISIS. 
Un'altra fotografia pubblicata nella pagina ufficiale dell'ISIS mostra due uomini crocifissi, accusati di essere ladri. Un membro dell'ISIS legge a voce alta i capi d'imputazione contro i due presunti ladri prima di essere assassinati con un colpo alla testa inferto da altri militanti. L'ISIS ha anche pubblicato una foto che mostra una donna, avvolta da un niqab nero, in piedi di fronte ad un membro dell'ISIS, sul punto di essere lapidata con l'accusa di infedeltà.


Il così chiamato Stato Islamico presente in Iraq e in Siria (ISIS) ha pubblicato fotografie che mostrano la brutale esecuzione di quattro uomini e una donna, accusati di omosessualità, furto e infedeltà all'Islam. Queste immagini, che circolano nei siti web jihadisti, mostrano i terroristi del gruppo dello Stato Islamico che giustiziano uomini gay gettandoli dal tetto di un edificio, di fronte ad una moltitudine di persone. L'Isis ha pubblicato recentemente una lista di reati del codice penale punibili con amputazioni, lapidazioni e crocifissioni, assieme alla sinistra promessa di assicurare che il codice sarà seguito scrupolosamente in tutte le aree che si trovano sotto il suo controllo. Da quando l'ISIS ha proclamato lo Stato Islamico in Iraq e in Siria, sono stati commessi numerosi crimini, abusi e violazioni dei diritti umani, provocando una risposta militare da parte di vari paesi tra i quali Stati Uniti e Marocco, contro l'auto-proclamato Stato Islamico. In Kali-yuga tutta la gente si degrada con rapidità. La maggioranza delle persone compie azioni dirette principalmente al godimento sensoriale, e si soddisfa compiendo o guardando la crudeltà della quale sono vittime esseri indifesi. Perfino la classe sacerdotale si è degradata. Rinunciando alla condotta brahmínica, molti brahmana si compiacciono nella malizia e nell'invidia, altri sviluppano il desiderio di guadagno materiale e molti altri desiderano onore e fama mondana. I nostri Maestri Spirituali ci hanno insegnato che dobbiamo cercare di fare dei cambiamenti in questa società corrotta, e “dobbiamo cominciare da noi stessi, perchè è quasi impossibile cambiare gli altri. Una persona cambia solamente se siamo capaci di ispirarla con il nostro esempio.” Dobbiamo diventare amorevoli con le altre creature viventi e cercare di servire Dio in compagnia dei devoti, indipendentemente dal Paese o dal tipo di società dai quali si proviene. (Nota dell'editore).

COSA CI DICE L'INSEGNAMENTO VEDICO?

Dobbiamo diventare attivisti del bene. C'è tanta spazzatura, tanta crudeltà che deve essere interrotta. L'uomo moderno è diventato insensibile, anestetizzato dagli intossicanti e dal consumismo; l'"essere umano" preferisce il male, si dimentica perfino ciò che è bene per lui, e direttamente o indirettamente diventa responsabile di questa società corrotta. Con l'aiuto di tutti dobbiamo cercare di avanzare. In questo folle mondo dobbiamo conquistare la terra, anima per anima, coscienza per coscienza. Dobbiamo comprometterci con la verità. Rispettiamo la fede di ognuno, sempre e quando non vengano pregiudicati gli altri. La verità è l'amore, e ognuno ha il dovere di produrre sempre più amore; amore per Dio e per tutta la sua creazione; amore e gratitudine per Madre Terra; amore per gli animali; bontà e compassione per gli indifesi. E' ora di diventare coscienti, anche se ciò può causare dolore.


Śrīla Bhakti Aloka Paramadvaiti Mahārāja :
“Conciencia Aunque Duela”
“Sabidurías Védicas”
http://bhaktipedia.org/espanol/
http://bhaktipedia.org/espanol/index.php?n=sabidurias_vedicas.conciencia_aunque_duela


Pubblicato da dasavatara das - "NotizieVINA" 
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sabato 23 ottobre 2010

IL VEDA SLAVO - “VEDA SLOVENO”

Veda Sloveno è una raccolta di canzoni (canzoni folkloristiche) bulgare dell’epoca preistorica e precristiana, scoperte in Tracia e in Macedonia, e pubblicate nel 1874 da Stefan I. Verkovich.

L’autore ha raccolto queste canzoni per più di dieci anni, principalmente in due regioni:
1. Rodope, la montagna più grande situata in Tracia, luogo in cui i Bulgari, che parlano il dialetto pomashki, stanno attualmente vivendo.
2. Macedonia dell’Est, luogo in cui i Bulgari, che parlano vivido, nel passato parlavano il dialetto marvashki.



Queste tribù vivono nei luoghi più remoti e isolati e, nonostante tutti i cambiamenti avvenuti nel corso del tempo, in un modo o nell’altro hanno preservato il loro originale e autentico folklore.  Hanno una minima conoscenza riguardo il Cristianesimo.  Alcuni di loro conoscono solamente preghiere religiose e musulmane, ma basicamente hanno mantenuto la loro tradizione originale.
In questo libro ci sono due canzoni riguardo Krishna, Vishnu, Siva, Orfeo, etc. Una di queste canzoni parla di una città chiamata Eleshnitsa, ubicata nell’est della Macedonia, nell’odierna Grecia:


La Nascita di Orfeo


“Brava krale… si se moli:
Oi ti Boje, Vishnu Boje!
Ja dai si mi Boje,
na staro vreme edno chedo
Lu da si gu vide pa da si um
Toi da si mi zeme nasledi…”

“Dete yunak…sha si furka na nebetu,
sus svirka Vishnu Boga da si fail.
Sova dete moshtne nishanlie sha si bode,
sha zaptisa sita zeme I planini,
da si bode purva krale na zemeta.”


Reche staru dedu ne otreche,
pa si furkna gore na nebetu,
du si fail Vishnu Boga,
shto si pravi chuda na zemeta.



“Un Vecchio re stava pregando:
Oh, Grande Dio, Vishnu
Per favore concedimi, o Dio
Un bambino nella mia anziana età.
Permettimi di vederlo e poi morirò,
Permetti a lui di ereditare la mia terra …”

Tempo dopo, una persona santa
Scese dal cielo e profeticamente gli disse:

“Tu avrai un figlio celestiale che verrà dal cielo,
Egli glorificherà il Signore Vishnu con il suo flauto.

Questo bambino avrà tutte le buone qualità,
Egli pacificherà tutte le terre e le montagne,
Egli sarà il re della terra”.

Dopo aver detto queste cose, 
L’uomo santo tornò volando al cielo
Per glorificare il Signore Vishnu
Che sta eseguendo i Suoi miracoli sulla terra.



Verkovich aveva raccolto 56 canzoni, ma ne pubblicarono solamente 15.  Più tardi selezionò le migliori canzoni tra quelle che non erano state pubblicate e le inviò al Console Francese a Plovdi (August Dozon) e questi le pubblicò con il nome di “Inedite Canzoni Folkloristiche Bulgare” – “Chanson populaires Bulgares inedites” Paris, 1875. 
Oggigiorno questa pubblicazione si trova negli archivi dell’Accademia Bulgara della Scienza. 
Esiste un’altra canzone interessante su Orfeo, che dovuto all’assenza della sua sposa rimase con il cuore infranto per la dipartita della sua amata.  
Questa canzone consiste in 462 linee.  Qui riportiamo solo alcune di esse:



Orfeo incontra la Sua sposa, Dana
Orfeo si stava chiedendo perché e in che modo sia scomparsa, e una voce proveniente dal cielo gli disse:
“Ni ta klel Siva boga
ya ta klel Visnu boga”…
“Vishnum Dana Defina
Defina mi trisuletna”…



… “Non è stato fatto dal Signore Siva,
ma è stato fatto dal Signore Vishnu,
… “Dana è diventata una servitrice di Vishnu,
servitrice per tre anni.”

Nonostante comprendesse questo, aveva un intenso desiderio di vederla, e cominciò ad offrire preghiere in questo modo:


“Vishnu le Boje
tebe sa Boje mole
che na tebe dumilevam!”
Orfei sa molba moli
Vishnu mu molba chue…



“O, mio caro Signore Vishnu
Sto pregando Te,
Tu sei il mio unico rifugio!”
Orfeo umilmente sta pregando
e il Signore Vishnu lo ascolta



Vishnu misericordiosamente soddisfa il suo desiderio e lo eleva al Suo palazzo nel cielo più alto.
Il nome VISHNU è menzionato centinaia di volte in tutte le canzoni e Lui viene sempre descritto come il Signore Supremo (Gulema Boga).  
Esistono altre canzoni interessanti riguardo Siva, Durga, Surya, Agni, etc.
Gli atei e i comunisti considerano queste canzoni come mitologia o mistificazione.  
I cristiani le condannano come pagane, pertanto il Ministero dell’Educazione Bulgaro non le pubblicò fino al 1997.  Tuttavia, gli scienziati seri sono d’accordo nel confermare che queste canzoni sono autentiche e appartengono all’età precristiana.

Krishna non è menzionato nelle canzoni su Orfeo, però appare nelle pagine del veda Slavo sotto il nome di Kolada, il quale significa il giovane o piccolo Krishna, chiamato Krusni, il giovane pastore che diventa il re della terra.


60 linee su Krishna nel Volume 2 del Veda Slavo:


Bre li mi Krusnyu,
bre mi na pole tsare
mene sa lyutum kani,
chi da si rodi mujku dete,
zlatna si sabe vie,
ta mi dete seche.



O mio caro Krishna,
Osserva, questo re malvagio
Che desidera crudelmente uccidermi
A causa del figlio che dovrò avere.
Una spada d’oro sta brandendo,
Egli intensamente desidera uccidere il mio bambino.



F sarae mu star bilarin,
blirna mu kniga pee,
blirna mu kniga kitape,
chi sha rode mujku dete.



Un profeta nel suo elegante palazzo,
Recita un antico libro perché egli lo ascolti.
Ed i versi dell’antico libro stanno dicendo,
Che io darò nascita ad un figlio maschio.



Tsaryu sa dosta nalyuti,
nalyuti sa, razedi sa,
ta ma metna u zandana
da ma seche zaluk pu zaluk.



Il re è molto arrabbiato
Sta impazzendo dall’odio!
Mi getterà in una prigione,
E mi taglierà a pezzetti.



“Stara mi maika u gora,
u gora u Vida
mujku si dete rodila,
mujku hi dete Krusna.
Chi hi sa tsare kani
da hi dete seche.”



“La mia anziana madre nel bosco,
Nel bosco di Vita,
Diede alla luce un figlio refulgente, brillante,
E il suo nome è Krishna.
E il re anelava con veemenza
di tagliare a pezzetti il suo figlio.”



Malu mi mlogu devet godini
sivu mi stadu pase…



Per un periodo di tempo di circa nove anni
Krishna protegge e cura le Sue innumerevoli mucche ...



Krusna mi mlada pastuha
sivu mi stado pase,
Veda si kniga pee,
ta si mi yuda mae.



Krishna, il mio bimbo pastorello,
Si prende cura di molti greggi, oh , 
E Lui recita il canto del libro Veda,
dando piacere a tutte le dee nel bosco.



Pa mi na pole sleva
tsare mu na urdie,
ta mi sa borba bori,
ya gu s karlika nadbori,



Poi, si dirige nell’arena della lotta,
Per affrontare la sfida del re.
Dopo un terribile combattimento,
Con un bastone Egli dimostrò la Sua poderosa forza.



Ta mu sarae pleni.
Krusna mi mlada tsare



Egli conquistò la corte.
Krishna – il giovane re del mondo,



pusta zeme zaselil,
pusta mi zeme Zain,
det mu chuvek ni fodil,
det mi pile ni furkanalu.



Egli popolò la terra deserta,
Questo deserto che si trova prima della fine della terra,
Questo luogo dove nessuno prima era mai stato.
Dove neppure gli uccelli volavano o cantavano.



Pa mi sa Krusna ni jeni,
chi e na nebe Vedyu,
Vedyu mi diven.
Krusna mi kniga pee,



Per questo, ancora,, Krishna non era sposato,
Egli è l’onnisciente e divino.
Egli è il conoscitore del Veda,
Krishna recita per tutto il tempo il suo canto



ta si tsare nadbori
ta mu pleni saraete,
Krusna mi mlada tsare.



Egli sconfisse il re malvagio,
Gli strappò via i suoi gradevoli palazzi cortigiani,
¡Krishna – il mio giovane Signore!



Ya mi sedi malu-mlogu,
malu-mlogu tri godini,
zakara si mladi yunatsi,
mladi yunatsi, malki momi,



Gli anni passarono, e approssimativamente,
governò lì per tre anni.
Poi, accompagnato dai Suoi valorosi amici,
I Suoi bravi amici e le Sue giovani spose,



ta mi utide na pole,
det’ mi e pole pustu,
pustu mi zapustenu,
Zaina mi zeme zaseli.



Andò dove nessuno prima era andato,
Una terra desertica che nessuno prima aveva visto.
Con il fine di popolare quella terra infeconda e desolata,
La quale si trova giusto prima della fine della terra.



Krusna mi veke stara,
ya mu dusha ni izleze,
lu si furkna na nebetu,
ta mi na nebe Vedyu,



Krishna visse per molti anni,
Però la Sua anima non se ne andò mai,
Egli si elevò fino al  cielo – così come Egli è,
Al di là del cielo è dove Egli vive.



Vedyu mi diven.
Subrali sa malki momi,
subrali sa av sarae,
ta mu pesna,
ta mu pesna ustanala.



O mio Signore, onnisciente e divino!
Le giovani donne riunite,
Riunite nel palazzo,
Esse cantano una canzone,
E questa rimarrà per sempre.



Traduzione: dasavatara dasa (Santa Fe - Argentina)


Nota del Traduttore:  
Il Veda Slavo ("Veda Slovena")  Si tratta di due trattati di "Canzoni bulgare di epoca preistorica e precristiana", editi dal serbo Stefan Vércovich nel 1874 (Belgrado,) e nel 1881 (San Petersburgo,) che continuano a sollevare l’interesse e la polemica tra gli investigatori per la particolare interpretazione mitologica della preistoria europea che propongono: di fatto si sono appassionati detrattori e apologisti dalla Russia alla Francia, a partire dallo stesso momento nel quale furono pubblicati.


  

mercoledì 12 maggio 2010

LA SUCCESSIONE DISCIPLICA di Steven Rosen (Satyaraja Dasa)

Essendo amico di molti eruditi che insegnano induismo e la cultura dell'Asia meridionale, a volte mi è stato chiesto di assumere il ruolo di conferenziere ospite per esporre agli studenti universitari le mie esperienze nel Movimento Hare Krishna e le tradizioni dell'Oriente. Quando capita un'opportunità così allettante, mi affretto sempre a spiegare le differenze tra una religione settaria come l'induismo e la coscienza di Krishna, che rappresenta la philosophia perennis ovverosia la verità permanente, che è alla base di tutte le tradizioni religiose. In India, questa verità viene chiamata sanatana-dharma cioè l'eterna funzione dell'anima. E questo è molto lontano dall'induismo contemporaneo. Invariabilmente mi viene chiesto di esporre l'origine del movimento Hare Krishna e questo porta a un dibattito sulla creazione dell'universo e sull'inizio della religione come la conosciamo oggi. Perché una domanda sulle origini di un movimento moderno si sviluppa in una discussione in merito alle origini più lontane? Considerate la mia consueta risposta ad uno studente che vuole sapere quando è cominciato il movimento Hare Krishna: Se dovessi prendere un punto del tempo in cui il movimento è nato, dovrei dire che è iniziato con il catur-mukha Brahma, il progettista dell'universo dotato di quattro teste, il primo essere creato all'alba della creazione. Questo chiarisce un po' le cose?  Naturalmente, poiché la maggior parte delle persone non è consapevole della natura eterna della coscienza di Krishna e, a causa della mancanza di conoscenza, la identifica con l'Induismo, inizio spiegando come le origini dell'Induismo siano avvolte nel mistero e che le sue radici si trovano nel sanatana-dharma. Spiego che a differenza delle altre religioni del mondo, l'Induismo non può essere riportato ad un unico fondatore; in realtà è un insieme di religioni di tradizioni diverse di cui il Vaisnavismo costituisce il nucleo. Allora spiego che cos'è il Vaisnavismo: l'adorazione del Supremo Signore, Visnu, in ognuna delle Sue diverse manifestazioni, compreso Krishna, Sua originale manifestazione. Questa verità costituisce il cuore del sanatana-dharma e fu rivelata al primo essere creato, Brahma. Quando Brahma apparve per la prima volta, racconto loro, portò con sé la conoscenza vedica. Il Signore Visnu, Dio, il creatore originale, dette a Brahma rapide visioni della realtà e del mondo spirituale e anche informazioni su come vivere in questo mondo. Questa conoscenza fu trasmessa da maestro a discepolo in una successione esoterica. Lascio intendere che in un certo senso vi sto permettendo di entrare in questa tradizione esoterica. In effetti tutto ciò che e' scritto nei sacri libri, va interpretato da un guru (maestro spirituale) autentico, perché spesso le cose che leggete racchiudono molte verità che sfuggono agli occhi delle persone non completamente realizzate nella coscienza di Krishna.Questo è il modo in cui la parampara, o successione disciplica, funziona. sto introducendo gli studenti a ciò che ho imparato da Srila Prabhupada, che fu istruito dal suo maestro e così indietro fino a Brahma. La saggezza di questa tradizione ha una lunga storia e su questo punto gli studenti vogliono saperne di più. Memore delle affermazioni accademiche, spiego quanto poco si sappia sulle origini di “Indù”: negli anni '20, nel cuore dell'India, furono scoperti i resti di un'antica civiltà indù. Queste antiche rovine hanno una speciale caratteristica pari a quelle della Mesopotamia, della Cina e dell'Egitto, che la classifica come una delle quattro più antiche civiltà conosciute dall'uomo. Si stima che sia esistita dal 3000 avanti Cristo al 1800 avanti Cristo, ma le sue radici penetrano nel periodo neolitico, 7000-6000 anni prima di Cristo. Al suo apice (secondo quanto dicono gli storici moderni) la Indus Valley era sorprendentemente sviluppata, con città progettate, agricoltura, opere scritte, architettura e così via. I siti dove si è scavato all'inizio erano sul fiume Indus, nella parte nord-occidentale del subcontinente indiano, cosa che spiega perché questa civiltà sia stata così chiamata. Nel momento del suo maggiore sviluppo, che gli eruditi indicano nel 2200 avanti Cristo, la Indus civilization occupava un'area più grande dell'Europa. E tuttavia che cosa sappiamo veramente di essa? Effettivamente molto poco. La scoperta più promettente comprende un'antica forma di scrittura, che però è completamente indecifrabile. Naturalmente vengono proposte regolarmente varie teorie: alcuni dicono che questa scrittura è una forma dell'antico Aryan (indo-iraniano o indo-europeo), altri propongono trattarsi di una parte della famiglia di lingue Munda, largamente parlate nell'India orientale e connesse ad alcuni dialetti dell'Asia sud-orientale. E, ancora altri — la cui teoria è forse la più popolare di tutte — affermano che essa proviene dalla famiglia di linguaggi dravidiani dell'india meridionale. Nessuno però conosce la verità. L'immaginazione corre senza freno sulle possibili ramificazioni di un'accurata decifrazione. Oggi, dopo settant'anni in cui un infinito numero di eruditi ha disperatamente fatto ricerche alla cieca su manufatti deteriorati, questi risultano semplicemente frammenti di una cultura dimenticata. Aggiungi a questo la Teoria dell ' Invasione Ariana*, ora messa fortemente in dubbio, che afferma che la Indus Valley fu violata da invasori esterni in un momento imprecisato del secondo millennio prima di Cristo e questo chiarisce che il mondo degli eruditi ha contribuito ben poco alla ricerca sulle origini indù.

LA CONOSCENZA DALL'INTERNO DELLA TRADIZIONE
Data questa mancanza d'informazione, dico agli studenti che diventa più importante vedere quello che la tradizione vedica dice di se stessa. L'universo viene ripetutamente creato e distrutto. All'inizio, impariamo, prima del tempo e dello spazio, c'è solo Visnu, l'essere primordiale favolosamente maestoso con quattro braccia, con lunghi capelli neri corvini ed una carnagione scura, meravigliosamente bella. Egli solo esiste, ma con uno scopo. Dalla sua posizione regale nell'infinito mondo spirituale, Egli crea una nuvola nel cielo, nella cui ombra manifesta un grande oceano. L'acqua di questo oceano è trascendentale — spiritualità in forma liquida. È da qui, affermano i testi Vaisnava, che si origina il mondo materiale. Esso è quindi chiamato: “le acque della creazione”. Nella freschezza di queste acque divine Visnu si sdraia per dormire. Mentre è in questa condizione di riposo, immerso nelle acque, Egli comincia a respirare profondamente con respiri regolari, e con questi si manifesta il tempo. Trascorrono gli Eoni. Poi mentre continua a respirare, dal Suo corpo divino emanano gli universi a forma di bolle, che a turno attendono di diventare innumerevoli mondi. Sebbene queste bolle trascendentali si allontanino da Lui, esse non sono separate dalla Sua essenza esistenziale. Anzi, Egli si espande in numerose forme secondarie di Visnu, quasi identiche alla Sua immagine originale nel sonno cosmico e penetra in ognuna di esse. Ora in ciascun universo, con gli elementi basilari materiali presenti in alcune forme, Egli si distende sulle spire di un serpente dalle mille teste, Sesa, che Lo culla gentilmente avanti e indietro, precedendo il Suo atto primario della creazione. Per raggiungere questa finalità, Visnu fa spuntare dal Suo ombelico un magnifico loto che cresce e fiorisce in una corona ornata da migliaia di petali. In cima ad essa, Brahma, il primo essere creato, fa la sua apparizione nel mondo delle tre dimensioni. Egli è la prima creatura di Visnu, prescelta per creare tutto il resto. Brahma nasce adulto, ma vede solo oscurità. Il sole non è stato ancora creato e neppure la luna. Intorno a lui nessuno e niente. Guarda a destra, a sinistra, davanti e dietro. Mentre guarda intensamente in tutte le direzioni, improvvisamente appaiono quattro teste al posto della sua. Anche con questa maggiore capacità, però, non vede niente e non può capire il mondo vuoto attorno a lui e lo scopo della sua presenza. Decide di scendere lungo lo stelo del loto sperando di risolvere il mistero della sua origine. Mentre discende prudentemente lungo lo stelo appena creato, vede svolgersi una creazione — tracce turbinanti di mondi non formati, pianeti che stanno per formarsi. Tutto questo fa muovere qualcosa nel suo intimo. Comincia a intuire la ragione del suo esistere, il suo scopo originale, il suo servizio a Visnu. Egli è fatto per creare. Questo lo sa, ma non è sicuro su come affrontare il suo compito. Allora, meditando profondamente sull'opera che lo aspetta, prega di avere qualche indicazione su come procedere. Deluso, con poco più di un vago senso di quello che deve fare, si gira e comincia il suo lungo viaggio di ritorno lungo lo stelo del loto. Improvvisamente, in risposta alla sua preghiera, sente due sillabe: ta-pa. Ascoltando intensamente, le sente di nuovo — ta-pa — e il suo percorso diventa un po' più chiaro. La parola significa “austerità”. Da questo allora comprende che il Signore gli sta mandando un messaggio: per servire il Signore in questa funzione così fondamentale, collaborare alla creazione, gli viene richiesto di qualificarsi con una profonda meditazione e di sviluppare un profondo senso di austerità. Ora completamente al sicuro nella sua culla del fiore di loto, siede con le gambe raccolte in posizione yogica, con la schiena dritta, meditando sul compito che lo aspetta. Dopo mille anni celesti, la meditazione di Brahma s'interrompe. Ora sa cosa fare e come farlo. La sua profonda concentrazione gli ha dato una visione del mondo spirituale, dove risiede il suo amato Visnu. Per Brahma i confini tra mondo materiale e spirituale svaniscono e lui vede la realtà in tutta la sua bellezza.  Sopraffatto dalla forma del Signore, dalla Sua natura e dal Suo splendore, dai Suoi meravigliosi associati e da ciò che lo circonda, Brahma compone centinaia di versi che successivamente vengono raccolti in un libro conosciuto come Brahma-samhita.  Poi, riacquistando la sua compostezza, rivolge l'attenzione al compito imminente. Dalla sua mente nasce una progenie e da essa un'imponente schiera di specie per popolare i pianeti, le acque ed i cieli.  Fra tutti i primi figli di Brahma, Narada è il più caro e forse il più importante nel nostro attuale contesto. Brahma gli spiega la verità del mondo spirituale e gli chiede di condividerla con le moltitudini che ora popolano il mondo.  Trascorrono gli Eoni e la missione di Narada ottiene il suo più grande successo quando egli consegna il messaggio a Vyasa che mette in forma scritta le verità vediche, raccogliendo quella conoscenza che per millenni era stata trasmessa oralmente. Vyasa prende l'unico originale Veda e lo divide in quattro parti per facilitarne la comprensione. Successivamente, per dare l'essenza della verità vedica che non era chiara nelle opere precedenti, compila il Mahabharata e i Purana. Affida ciascuna di queste opere ad eruditi di perfetta formazione ed essi a loro volta insegnano i testi ai loro discepoli e ai discepoli dei discepoli. In questo modo vengono fondate le rispettive scuole del pensiero vedico.  Queste, naturalmente, danno finalmente origine all'induismo come noi lo conosciamo oggi.  Le successioni discipliche esoteriche continuano a trasmettere il nucleo essenziale della verità vedica.  Una di queste successioni discipliche va da Brahma a Narada a Vyasa e giù fino alla generazione di Srila Prabhupada, fondatore-acarya del movimento Hare Krishna.  Shiva, il deva il cui compito è la distruzione dell'universo, è il fondatore di una successione disciplica nota come Rudra-sampradaya.  Laksmi, la dea della fortuna e moglie di Visnu, ne fonda ancora un'altra.  E i quattro Kumara, figli di Brahma che praticano il celibato, un'altra ancora. Queste quattro successioni discipliche vengono organizzate rispettivamente da Madhvacarya, Visnusvami, Ramanuja e Nimbarka, i più elevati tra i grandi santi-insegnanti dell'India medioevale. Oggi in India — e per la grazia di Srila Prabhupada in tutto il mondo — coloro che conoscono bene le antiche tradizioni non apprendono la conoscenza vedica dai libri di scuola o dai racconti trasmessi dalle loro nonne. Invece, se una persona è seriamente impegnata a livello spirituale, avvicina un maestro della successione disciplica e studia con serietà sotto la sua guida.  E non è soltanto con lo studio, ma vivendo la propria vita in questo modo che la verità si apre, proprio come il fiore di loto di Brahma all'inizio della creazione.

DALLA SINCERITÀ DEL CUORE LA CONOSCENZA
 A questo punto gli studenti avvertono che non sono esattamente in linea con i loro insegnanti dell'università, che c'è qualcos'altro in gioco. “Sì”, dico, “la verità religiosa non può essere compresa col semplice intelletto o con giochi cerebrali di parole. Non potete capirla diventando esperti di sanscrito o ottenendo una laurea in filosofia. Queste cose sono lodevoli e in qualche modo possono anche essere utili lungo il cammino. Quello che conta però è un cuore sincero, desideroso di sottomettersi a un maestro spirituale con reverenza e attitudine di servizio, per apprendere da qualcuno che sa — non uno che ha semplicemente imparato dai libri, ma uno che sa. Per entrare nelle verità della trascendenza, si deve essere desiderosi, come Brahma, di vedere oltre l'oscurità sottomettendosi al Signore. Noi non possiamo meditare per mille anni celesti come ha fatto Brahma, ma se riusciamo anche una sola volta ad invocare Dio con totale sincerità, otterremo quello che Brahma ottenne: la conoscenza di chi siamo e per cosa siamo fatti. Questa è la ragione per cui nel movimento Hare Krishna enfatizziamo il canto del maha-mantra Hare Krishna, Hare Krishna. Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare. Noi supplichiamo il Signore di permetterci gentilmente di servirLo: “O Signore, o energia del Signore, per favore impegnami nel Tuo santo servizio.”All'inizio c'era la Parola, dico loro, e anche per porre fine alla nostra permanenza nel mondo materiale la Parola gioca un ruolo. Sintetizzo spiegando che c'è molto da imparare dalla storia di Brahma. Oltre ad informarci sulla creazione del cosmo, la sua storia costituisce una metafora per il viaggio spirituale dell'uomo. Nasciamo nell'ignoranza, che è come l'oscurità dei mondi ancora non creati di Brahma. Come lui dobbiamo chiederci con determinazione la nostra identità e il nostro scopo. E quando sentiamo la chiamata del Signore, dobbiamo essere desiderosi di meditare e di compiere austerità, di fare qualsiasi cosa sia necessaria per raggiungere il nostro scopo. Se agiamo così, facciamo parte della linea disciplica che nasce da Brahma. Per finire, dico loro che, anche se questa storia della creazione con Visnu e Brahmà può apparire mitologica, essa ci da il senso delle origini primordiali, dell'esistenza di un'altra realtà oltre la sfera materiale — della realtà definitiva. In altre parole essa ci narra di una realtà più sostanziale del cosiddetto mondo reale e perciò si distingue molto chiaramente da tutto quello che riguarda la mitologia. E se prendiamo in considerazione la scrittura non decifrata della Indus Valley e le innumerevoli domande sulla Teoria dell'Invasione Ariana, diventa chiaro che non ci sono assolutamente teorie in contrasto. C'è solo la verità, rivelata dalle scritture e da Dio stesso.

Satyaraja Dasa, discepolo di Srila Prabhupada, che collabora regolarmente a BTG ha scritto più di venti libri. Vive con sua moglie e sua figlia vicino a New York City

*La Teoria dell'Invasione Ariana, che sostiene che i Veda furono portati in India da nomadi di alcune regioni esterne, forse l'Asia centrale o l'artico o il sud-est europeo — nessuno sa con certezza — è stata sistematicamente demolita in alcuni recenti studi di eruditi. Si veda in particolare Edwin F. Bryant, The Quest for the Origins of Vedic Culture: The Indo-Aryan Migwlion Debaie. (New York: Oxford University Press 2001) e Klaus Klostermayer, A Survey of Hinduism (Albany: State University of New York Press, 1994 reprint).   

mercoledì 13 gennaio 2010

HAITI: TERREMOTO DEVASTA PORT-AU-PRINCE

UN FORTE TERREMOTO DI MAGNITUDO 7 PROVOCA UNA CATASTROFE AD HAITI. CI SAREBBERO MIGLIAIA DI MORTI


PORT-AU-PRINCE (AFP - DPA) - Il caos e la disperazione continuano a regnare ad Haití, il paese più povero delle Americhe, a meno di un giorno dal sisma devastatore di 7.0 gradi della scala Richter, che ha scrollato l’isola del Caribe e provocato una tragedia che, secondo le stime, potrebbe aver causato migliaia e migliaia di morti. Il terremoto ha devastato gran parte delle infrastrutture di Haití e distrutto il palazzo presidenziale, i principali edifici ministeriali e diversi ospedali, come anche la sede dell’ONU. Il terremoto, il cui epicentro è stato in terra ferma a solo 16 chilometri da Port-au-Prince, ha subito provocato un grande panico a tutta la popolazione, mentre una nube di polvere e fumo causate dagli edifici che si stavano frantumando si è alzata nel cielo. La potenza di questo disastro non era ancora chiara questa mattina, nonostante il panorama sconsolante, le costruzioni ridotte a macerie e decine di migliaia di persone senza tetto. Non si è potuto stimare ancora la quantità totale delle vittime, ma si possono vedere migliaia di persone che hanno perduto i loro cari e centinaia di morti, mentre potenti scosse secondarie scuotono ancora questa povera nazione.
Le comunicazioni sono interrotte in tutto il paese, in particolar modo la capitale haitiana è rimasta praticamente isolata e senza energia elettrica, e questo rende praticamente impossibile poter avere un’immagine reale dei danni. Le squadre di ricerca lavorano per poter trovare tra le macerie i sopravvissuti. L’aeroporto di Port-au-Prince è stato obbligato a cancellare tutte le sue operazioni. L’ambasciatore di Haití negli Stati Uniti ha dichiarato alla CNN che questa è stata “una catastrofe immensa”. Il governo di Barack Obama si dispone ad inviare un primo distaccamento di aiuti umanitari ad Haití; altri paesi, come la vicina Repubblica Dominicana, il Venezuela e La Forza di Pace delle Nazioni Unite, capeggiata dal Brasile, si stanno apprestando ad inviare squadre di soccorso.

COSA DICONO GLI INSEGNAMENTI VEDICI?


Domanda :  Perché dovremmo accettare il Signore Supremo o la Sua energia? - Risposta: I regolamenti della natura materiale sono possibili grazie allo sguardo del Signore Supremo. Tali norme sono la formazione di nubi e la conseguente pioggia, in accordo alle differenti stagioni; i terremoti e la rottura delle montagne, causati dal calore e dal flusso e reflusso della marea, provocata dall’attrazione. L’energia di calore e la forza d’attrazione non possono mai essere indipendenti. La coscienza è il creatore, e le energie, come l’attrazione, sono solamente le norme o regole. Pertanto, non è ragionevole negare il creatore, ma è ragionevole accettare le regole. (Tattva-sutra 22).

Śrī Bhaktivinoda Vānī Vaibhava
Vol. l – “Sambandha” - Cap. 20 – “L’Energia del Signore”
Compilato da Śrīpad Sundarānanda Vidyāvinoda.

sabato 9 gennaio 2010

“LA SCIENZA E’ INSUFFICIENTE”, DICE IL PAPA

PAPA BENEDETTO XVI AFFERMA CHE LA SCIENZA NON DEVE ESSERE “AUTOSUFFICIENTE” E DEVE APRIRSI ALLA FEDE E ALLA RIVELAZIONE

ROMA (ANSA - PL) - La comunità cattolica ha celebrato ieri, 6 gennaio, il Giorno dell’Epifania con l’apparizione dei tre Re Magi a Betlemme: Melchiorre, Gaspare e Baldassarre. Durante la messa consacrata alla festa dell’Epifania il giorno dei Re Magi, di fronte ad una moltitudine di partecipanti presenti in Piazza San Pietro, Papa Benedetto XV ha difeso l’umiltà e ha chiesto che la scienza e l’intelligenza aiutino a comprendere la realtà. Papa Benedetto XVI ha affermato che la scienza è insufficiente per comprendere la realtà, ed ha invocato l’apertura da parte della scienza a “rivelazioni e richiami divini”. Per il Sommo Pontefice, le persone sono molto poco modeste nel cammino di ricerca della verità, ed ha richiesto che la realtà venga compresa attraverso una unità tra “intelligenza e fede, scienza e rivelazione”, le due luci che guidarono il cammino dei Re Magi, “saggi aperti al mistero di Dio”, ha detto il Papa. Nell’Angelus dell’Epifania, il Pontefice ha sottolineato la necessità di una scienza non “autosufficiente”, aperta a “ulteriori rivelazioni e richiami divini”. Umiltà e capacità di ascoltare, dice Joseph Ratzinger, sono state le doti principali dei Re Magi, che sono “modelli” di “autentici ricercatori della verità”.



“I Magi, ha spiegato Benedetto XVI, erano uomini di scienza in un senso molto ampio, che osservavano il cosmo considerandolo un grande libro pieno di segni e messaggi divini per l’uomo”. Il loro sapere, pertanto, molto lontano dal considerarsi autosufficiente, era aperto ad ulteriori rivelazioni divine”. Non si sono vergognati “di chiedere istruzioni ai capi religiosi dei Giudei”, ha puntualizzato Joseph Ratzinger, “avevano necessità delle indicazioni dei sacerdoti e degli scrivani per sapere esattamente dov’era il luogo verso il quale dirigersi, sebbene fossero saggi che studiavano gli astri e conoscevano la storia dei popoli”. “Avrebbero potuto dire: “Facciamo da soli, non abbiamo bisogno di nessuno”, evitando, secondo la mentalità di oggi, tutta la “contaminazione” generata dal connubio tra scienza e parola di Dio. I Re Magi, ha sottolineato, ascoltavano le profezie e le accettavano. Loro, come veri saggi, erano aperti ai misteri che si manifestano in maniera sorprendente”, ha affermato Benedetto XVI. Il Papa ha esteso anche un augurio agli ortodossi orientali che oggi celebrano il Natale, secondo l’antico calendario Giuliano, a differenza del 25 Dicembre per i cattolici.

COSA DICONO GLI INSEGNAMENTI VEDICI ?


Quando la religione o qualsiasi fede è carente di filosofia e logica, allora è sentimentalismo materiale. La filosofia e la logica senza comprensione di Dio sono semplicemente perdita di tempo ... Così, ambedue dovrebbero combinarsi, la religione con la filosofia. Si dovrebbero comprendere i principi religiosi con filosofia e logica. Stiamo convocando studenti universitari e gli stiamo presentando la religione sulla base della filosofia e della logica. Non seguiamo ciecamente. Non abbiamo dogmatismi. Abbiamo la ragione, la filosofia e la scienza. Se tu vuoi capire questa coscienza di Krsna sulla base della filosofia, della logica e della scienza, siamo disposti a presentartela. L’ obiettivo finale, però, è arrendersi al Supremo.

Śrīla A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupāda :
Conferenza a Montreal, 20 Luglio 1968
The Complete Works - Lectures & Classes 680720LE.MON



giovedì 7 gennaio 2010

IL CERVELLO POTREBBE PERCEPIRE IL DOLORE ALTRUI

ALCUNE PERSONE SENTONO IL DOLORE ALTRUI  QUANDO OSSERVANO UNA SITUAZIONE DOLOROSA.


NEW YORK (Reuters Health) – Uno studio cerebrale visivo suggerisce che alcune persone hanno reazioni fisiche di fronte a lesioni che soffrono altri. Con immagini ottenute da risonanza magnetica funzionale (IRM), alcuni ricercatori del Regno Unito hanno scoperto che le persone che dicono di sentire il dolore altrui hanno, fi fatto, più attività nelle regioni cerebrali sensibili al dolore dopo aver visto il lamento di un’altra persona. Lo studio, pubblicato dalla rivista Pain, potrebbe aiutare a comprendere, e forse trattare, il dolore "funzionale". "I pazienti con dolore funzionale sentono dolore senza la presenza di una malattia o di una lesione che lo giustifichi", ha spiegato Stuart W. G. Derbyshire dell’ University of Birmingham. Il Dr. Derbyshire e il suo collega Jody Osborn lhanno mostrato a 108 studenti universitario varie immagini di situazioni dolorose, come atleti che soffrono per una lesione e persone alle quali viene praticata una iniezione. Un terzo di loro ha affermato di aver sentito almeno una reazione emozionale e perfino un poco di dolore nel luogo della lesione. Dopo questo, gli autori hanno fatto un esame di risonanza magnetica IRM a 10 partecipanti che hanno riscontrato dolore e a 10 che non hanno sentito alcuna reazione vedendo le immagini. Identificando cambiamenti nel flusso sanguigno cerebrale, la IRM funzionale permette di identificare le zone più attive durante la risposta ad uno stimolo. L’ equipe ha praticato la IRM ai partecipanti mentre guardavano immagini di persone che sentivano dolore, di immagini emozionali senza dolore o immagini neutre. Guardando le immagini di dolore, tutti i partecipanti hanno avuto attività nei centri emozionali del cervello, ma in quelle persone che hanno risposto al dolore altrui, l’attività era più intensa nelle zone associate al dolore rispetto al resto dei partecipanti e alle proprie risposte cerebrali a immagini solo emozionali.

Il Dr. Derbyshire evidenziò che questi partecipanti dovrebbero evitare la visione di film di terrore e di immagini cruente dei notiziari "per non sentire dolore", che per i ricercatori è qualcosa di più di una risposta empatica. In quanto alle applicazioni dei risultati, il Dr. Derbyshire dice che il suo studio spiegherebbe parzialmente l’esistenza di meccanismi cerebrali che attivano il dolore "funzionale" in alcuni pazienti.

COSA DICONO GLI INSEGNAMENTI VEDICI?


”Tutti quanti dovrebbero sentirsi dispiaciuti di vedere la sofferenza altrui e felici di vedere felici gli altri. Ātmavat sarva-bhūteshu: Dobbiamo sentire la felicità e la sofferenza degli altri come se fossero le nostre. Dobbiamo sentirci felici vedendo felici gli altri, e dispiaciuti di fronte la loro disgrazia. Questo è il principio da seguire. Un Vaishnava, perciò, è veramente una persona perfetta, perché si affligge vedendo le disgrazie degli altri e si sente felice quando vede che gli altri sono felici. Il Vaishnava è para-duhkha-duhkhī, cioè sempre dispiaciuto quando vede le anime condizionate nello sfortunato stato del materialismo. Così, il Vaishnava è sempre occupato nel predicare il processo della coscienza di Krishna in tutto il mondo”.


Śrīla A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupāda :
"Śrīmad Bhāgavatam”
Commento al Canto 6 - Cap. 10 - Verso 9.