sabato 23 ottobre 2010

IL VEDA SLAVO - “VEDA SLOVENO”

Veda Sloveno è una raccolta di canzoni (canzoni folkloristiche) bulgare dell’epoca preistorica e precristiana, scoperte in Tracia e in Macedonia, e pubblicate nel 1874 da Stefan I. Verkovich.

L’autore ha raccolto queste canzoni per più di dieci anni, principalmente in due regioni:
1. Rodope, la montagna più grande situata in Tracia, luogo in cui i Bulgari, che parlano il dialetto pomashki, stanno attualmente vivendo.
2. Macedonia dell’Est, luogo in cui i Bulgari, che parlano vivido, nel passato parlavano il dialetto marvashki.



Queste tribù vivono nei luoghi più remoti e isolati e, nonostante tutti i cambiamenti avvenuti nel corso del tempo, in un modo o nell’altro hanno preservato il loro originale e autentico folklore.  Hanno una minima conoscenza riguardo il Cristianesimo.  Alcuni di loro conoscono solamente preghiere religiose e musulmane, ma basicamente hanno mantenuto la loro tradizione originale.
In questo libro ci sono due canzoni riguardo Krishna, Vishnu, Siva, Orfeo, etc. Una di queste canzoni parla di una città chiamata Eleshnitsa, ubicata nell’est della Macedonia, nell’odierna Grecia:


La Nascita di Orfeo


“Brava krale… si se moli:
Oi ti Boje, Vishnu Boje!
Ja dai si mi Boje,
na staro vreme edno chedo
Lu da si gu vide pa da si um
Toi da si mi zeme nasledi…”

“Dete yunak…sha si furka na nebetu,
sus svirka Vishnu Boga da si fail.
Sova dete moshtne nishanlie sha si bode,
sha zaptisa sita zeme I planini,
da si bode purva krale na zemeta.”


Reche staru dedu ne otreche,
pa si furkna gore na nebetu,
du si fail Vishnu Boga,
shto si pravi chuda na zemeta.



“Un Vecchio re stava pregando:
Oh, Grande Dio, Vishnu
Per favore concedimi, o Dio
Un bambino nella mia anziana età.
Permettimi di vederlo e poi morirò,
Permetti a lui di ereditare la mia terra …”

Tempo dopo, una persona santa
Scese dal cielo e profeticamente gli disse:

“Tu avrai un figlio celestiale che verrà dal cielo,
Egli glorificherà il Signore Vishnu con il suo flauto.

Questo bambino avrà tutte le buone qualità,
Egli pacificherà tutte le terre e le montagne,
Egli sarà il re della terra”.

Dopo aver detto queste cose, 
L’uomo santo tornò volando al cielo
Per glorificare il Signore Vishnu
Che sta eseguendo i Suoi miracoli sulla terra.



Verkovich aveva raccolto 56 canzoni, ma ne pubblicarono solamente 15.  Più tardi selezionò le migliori canzoni tra quelle che non erano state pubblicate e le inviò al Console Francese a Plovdi (August Dozon) e questi le pubblicò con il nome di “Inedite Canzoni Folkloristiche Bulgare” – “Chanson populaires Bulgares inedites” Paris, 1875. 
Oggigiorno questa pubblicazione si trova negli archivi dell’Accademia Bulgara della Scienza. 
Esiste un’altra canzone interessante su Orfeo, che dovuto all’assenza della sua sposa rimase con il cuore infranto per la dipartita della sua amata.  
Questa canzone consiste in 462 linee.  Qui riportiamo solo alcune di esse:



Orfeo incontra la Sua sposa, Dana
Orfeo si stava chiedendo perché e in che modo sia scomparsa, e una voce proveniente dal cielo gli disse:
“Ni ta klel Siva boga
ya ta klel Visnu boga”…
“Vishnum Dana Defina
Defina mi trisuletna”…



… “Non è stato fatto dal Signore Siva,
ma è stato fatto dal Signore Vishnu,
… “Dana è diventata una servitrice di Vishnu,
servitrice per tre anni.”

Nonostante comprendesse questo, aveva un intenso desiderio di vederla, e cominciò ad offrire preghiere in questo modo:


“Vishnu le Boje
tebe sa Boje mole
che na tebe dumilevam!”
Orfei sa molba moli
Vishnu mu molba chue…



“O, mio caro Signore Vishnu
Sto pregando Te,
Tu sei il mio unico rifugio!”
Orfeo umilmente sta pregando
e il Signore Vishnu lo ascolta



Vishnu misericordiosamente soddisfa il suo desiderio e lo eleva al Suo palazzo nel cielo più alto.
Il nome VISHNU è menzionato centinaia di volte in tutte le canzoni e Lui viene sempre descritto come il Signore Supremo (Gulema Boga).  
Esistono altre canzoni interessanti riguardo Siva, Durga, Surya, Agni, etc.
Gli atei e i comunisti considerano queste canzoni come mitologia o mistificazione.  
I cristiani le condannano come pagane, pertanto il Ministero dell’Educazione Bulgaro non le pubblicò fino al 1997.  Tuttavia, gli scienziati seri sono d’accordo nel confermare che queste canzoni sono autentiche e appartengono all’età precristiana.

Krishna non è menzionato nelle canzoni su Orfeo, però appare nelle pagine del veda Slavo sotto il nome di Kolada, il quale significa il giovane o piccolo Krishna, chiamato Krusni, il giovane pastore che diventa il re della terra.


60 linee su Krishna nel Volume 2 del Veda Slavo:


Bre li mi Krusnyu,
bre mi na pole tsare
mene sa lyutum kani,
chi da si rodi mujku dete,
zlatna si sabe vie,
ta mi dete seche.



O mio caro Krishna,
Osserva, questo re malvagio
Che desidera crudelmente uccidermi
A causa del figlio che dovrò avere.
Una spada d’oro sta brandendo,
Egli intensamente desidera uccidere il mio bambino.



F sarae mu star bilarin,
blirna mu kniga pee,
blirna mu kniga kitape,
chi sha rode mujku dete.



Un profeta nel suo elegante palazzo,
Recita un antico libro perché egli lo ascolti.
Ed i versi dell’antico libro stanno dicendo,
Che io darò nascita ad un figlio maschio.



Tsaryu sa dosta nalyuti,
nalyuti sa, razedi sa,
ta ma metna u zandana
da ma seche zaluk pu zaluk.



Il re è molto arrabbiato
Sta impazzendo dall’odio!
Mi getterà in una prigione,
E mi taglierà a pezzetti.



“Stara mi maika u gora,
u gora u Vida
mujku si dete rodila,
mujku hi dete Krusna.
Chi hi sa tsare kani
da hi dete seche.”



“La mia anziana madre nel bosco,
Nel bosco di Vita,
Diede alla luce un figlio refulgente, brillante,
E il suo nome è Krishna.
E il re anelava con veemenza
di tagliare a pezzetti il suo figlio.”



Malu mi mlogu devet godini
sivu mi stadu pase…



Per un periodo di tempo di circa nove anni
Krishna protegge e cura le Sue innumerevoli mucche ...



Krusna mi mlada pastuha
sivu mi stado pase,
Veda si kniga pee,
ta si mi yuda mae.



Krishna, il mio bimbo pastorello,
Si prende cura di molti greggi, oh , 
E Lui recita il canto del libro Veda,
dando piacere a tutte le dee nel bosco.



Pa mi na pole sleva
tsare mu na urdie,
ta mi sa borba bori,
ya gu s karlika nadbori,



Poi, si dirige nell’arena della lotta,
Per affrontare la sfida del re.
Dopo un terribile combattimento,
Con un bastone Egli dimostrò la Sua poderosa forza.



Ta mu sarae pleni.
Krusna mi mlada tsare



Egli conquistò la corte.
Krishna – il giovane re del mondo,



pusta zeme zaselil,
pusta mi zeme Zain,
det mu chuvek ni fodil,
det mi pile ni furkanalu.



Egli popolò la terra deserta,
Questo deserto che si trova prima della fine della terra,
Questo luogo dove nessuno prima era mai stato.
Dove neppure gli uccelli volavano o cantavano.



Pa mi sa Krusna ni jeni,
chi e na nebe Vedyu,
Vedyu mi diven.
Krusna mi kniga pee,



Per questo, ancora,, Krishna non era sposato,
Egli è l’onnisciente e divino.
Egli è il conoscitore del Veda,
Krishna recita per tutto il tempo il suo canto



ta si tsare nadbori
ta mu pleni saraete,
Krusna mi mlada tsare.



Egli sconfisse il re malvagio,
Gli strappò via i suoi gradevoli palazzi cortigiani,
¡Krishna – il mio giovane Signore!



Ya mi sedi malu-mlogu,
malu-mlogu tri godini,
zakara si mladi yunatsi,
mladi yunatsi, malki momi,



Gli anni passarono, e approssimativamente,
governò lì per tre anni.
Poi, accompagnato dai Suoi valorosi amici,
I Suoi bravi amici e le Sue giovani spose,



ta mi utide na pole,
det’ mi e pole pustu,
pustu mi zapustenu,
Zaina mi zeme zaseli.



Andò dove nessuno prima era andato,
Una terra desertica che nessuno prima aveva visto.
Con il fine di popolare quella terra infeconda e desolata,
La quale si trova giusto prima della fine della terra.



Krusna mi veke stara,
ya mu dusha ni izleze,
lu si furkna na nebetu,
ta mi na nebe Vedyu,



Krishna visse per molti anni,
Però la Sua anima non se ne andò mai,
Egli si elevò fino al  cielo – così come Egli è,
Al di là del cielo è dove Egli vive.



Vedyu mi diven.
Subrali sa malki momi,
subrali sa av sarae,
ta mu pesna,
ta mu pesna ustanala.



O mio Signore, onnisciente e divino!
Le giovani donne riunite,
Riunite nel palazzo,
Esse cantano una canzone,
E questa rimarrà per sempre.



Traduzione: dasavatara dasa (Santa Fe - Argentina)


Nota del Traduttore:  
Il Veda Slavo ("Veda Slovena")  Si tratta di due trattati di "Canzoni bulgare di epoca preistorica e precristiana", editi dal serbo Stefan Vércovich nel 1874 (Belgrado,) e nel 1881 (San Petersburgo,) che continuano a sollevare l’interesse e la polemica tra gli investigatori per la particolare interpretazione mitologica della preistoria europea che propongono: di fatto si sono appassionati detrattori e apologisti dalla Russia alla Francia, a partire dallo stesso momento nel quale furono pubblicati.